WELFARE, L’ITALIA SPENDE 290 MILIARDI DI EURO
Le attività pubbliche e private riconducibili alla cura e al benessere delle persone valgono 290 miliardi di euro e 3,8 milioni di addetti, il 16,5% degli occupati. La cosiddettaWhite economyrisponde a una crescente domanda di salute, assistenza, previdenza per avere la sicurezza di un futuro lungo e in buone condizioni. Sono le indicazioni che emergono da una ricerca del Censis realizzata con Unipol nell’ambito del programmaWelfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali. Lo studio sarà presentato domani in un convegno a Roma con la presidente fra gli altri del Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, di Pierluigi Stefanini e Carlo Cimbri, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Unipol. LaWhite economyha ormai raggiunto un valore corrispondente al 9,4% della produzione complessiva nazionale (più delle costruzioni e dei trasporti), ed è seconda solo al commercio. Ogni cento euro spesi o investiti in questo settore attivano 158 euro di reddito aggiuntivo nel sistema economico.Negli anni della crisi, tra il 2007 e il 2014, la spesa sanitaria pubblica è diminuita del 3,4% in termini reali, e oggi sono meno del 20% gli italiani che affermano di trovare nelwelfarepubblico una piena risposta ai loro bisogni. La spesa sanitaria pubblica è pari al 6,8% del Pil (Prodotto interno lordo), un valore più basso di quello di Francia (8,6%), Germania (8,4%) e Regno Unito (7,3%). Quella privata ammonta invece al 2% del Pil, meno della media dei paesi Ocse (2,4%) e di tutti i Paesi europei più avanzati. La quota di spesa privata intermediata da soggetti economici specializzati, come le compagnie assicurative, è pari oggi al 18% del totale. Sono più di tre milioni le persone che soffrono di difficoltà funzionali gravi, ma la spesa pubblica per l’assistenza è in fase calante dal 2010, pure a fronte di una domanda crescente; la spesa pro-capite è pari a 400 euro l’anno, un dato inferiore alla media europea. Di fronte al ritardo nella progettazione di sistemi diLong term care(Assistenza di lunga durata) centrati su soluzioni diverse dall’ospedalizzazione e a causa delle difficoltà economiche che limitano il ricorso a soluzioni residenziali, gli italiani scelgono anche in questo caso un modello del tutto spontaneo, basato sul reclutamento diretto delle badanti. Infine la previdenza complementare: nell’ultimo decennio gli aderenti sono più che raddoppiati, passando da poco meno di tre milioni nel 2005 agli attuali 6,5 milioni.
