UNA PENSIONE SU DUE È A CARICO DELLA COLLETTIVITÀ
Oltre otto milioni e mezzo di persone incassano una pensione pagata in tutto o in parte dalla fiscalità generale, cioè dalle tasse pagate da ogni cittadino. Il dato emerge dalSecondo rapporto sul Bilancio del sistema previdenziale italianopredisposto da Itinerari previdenziali e presentato oggi alle Commissioni parlamentari e al Governo. I tratti salienti delRapporto, che offre una visione d’insieme sulla previdenza nel nostro paese, sono stati illustrati da Alberto Brambilla, presidente del Comitato tecnico-scientifico di Itinerari Previdenziali e dai componenti dello stesso, Gianni Geroldi e Paolo Onofri. Lo studio sottolinea la necessità di ripristinare la tassazione agevolata sui rendimenti dei fondi pensione e delle Casse dei liberi professionisti, e di offrire maggiore informazione sulle prospettive delle sistema pensionistico di base. Sono due misure necessarie per rilanciare lo sviluppo della previdenza complementare, che sarà penalizzata dalla possibilità d’incassare il Tfr in busta paga..Secondo ilRapporto, su 16.393.369 pensionati, circa 8.558.195 (cioè ben il 52,2%) percepiscono prestazioni totalmente o parzialmente a carico della fiscalità generale. “Sono i 3.604.744 soggetti beneficiari delle integrazioni al minimo, o i 1.038.069 che ricevono maggiorazioni sociali”, spiega ilRapporto, “assieme agli oltre 835.669 percettori di pensione sociale, in sessantasei anni di vita non sono riusciti a versarne almeno quindici di contribuzione regolare e, non avendo pagato i contributi, non hanno neppure pagato le tasse. La loro pensione sarà modesta, ma è in tutto o in parte pagata dalle giovani generazioni che non saranno così fortunate. In Italia, la spesa per la protezione sociale in Italia non è inferiore alla media europea: su un totale di spesa pubblica pari per il 2013 a 827,175 miliardi di euro, quella per pensioni, assistenza sociale e sanità è stata pari a 398,91 miliardi cioè il 48,22% del totale.Incremento della tassazione e Tfr in busta paga.Con la legge di Stabilità per il 2015 la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione è aumentata dall’11% al 20%, quella delle Casse di primo pilastro dal 12,5% al 26%. ”E’ necessario ripristinare quella agevolata all’11% o anche meno”, sottolinea ilRapportodi Itinerari previdenziali, “portando però la stessa sul “maturato” al momento del riscatto del montante finale come avviene, nel mondo, per tutto il risparmio gestito. E’ poi necessario eliminare la doppia tassazione sulle pensioni delle Casse dei liberi professionisti. Infine si è consentito di mettere per tre anni, con scelta irreversibile, il Tfr in busta paga, assoggettandolo però a tassazione ordinaria anziché a quella più favorevole dei fondi pensione, e mettendo così in pericolo quindici anni di sforzi per convincere i lavoratori a usare il proprio Tfr come “libretto di risparmio” per la loro pensione complementare e anche per una serie di “bisogni” tipici della vita umana.Il problema dell’informazione.”E’ necessaria un’azione del Governo che dica la verità sui futuri tassi di sostituzione, cioè sulle pensioni future dei giovani”, sottolinea ilRapporto, “una busta arancione che serva per immaginare i redditi da pensionato, che non sono così alti come parrebbe dalle proiezioni ufficiali. Consentire di consumare il Tfr per spese correnti anziché favorire un sano risparmio previdenziale è diseducativo e politicamente miope. Crearsi un piano previdenziale è indispensabile per integrare la pensione pubblica, ma anche per far fronte a problemi di salute, della casa o a spese impreviste e sopperire a momenti d’inoccupazione”. Nei fondi pensione, sono piuttosto favorevoli le regole sulle anticipazioni, somme in acconto sul montante maturato che possono essere ottenute in particolari situazioni. L’iscritto può prelevare dalla sua posizione complessiva (costituita da Tfr, contributi e rendimenti) in qualsiasi momento fino al 75% per gravi motivi di salute per sé e per i familiari; decorsi otto anni d’iscrizione fino al 75% per acquisto e ristrutturazione della casa per sé e per i figli, e fino al 30% per qualsiasi altro motivo (istruzione, cambio mobili, auto). In caso di disoccupazione fino a quarantotto mesi, è possibile prelevare fino al 50% del montante complessivo e fino al 100% se la disoccupazione è maggiore dei quarantotto mesi. “Il fondo è un libretto di risparmio che sopperisce a molte esigenze della vita”, sostiene ilRapporto, “inoltre le somme prelevate possono essere reinvestite, e in questo caso si recuperano le tasse pagate. La media dei paesi Ocse presenta un rapporto tra patrimonio dei fondi pensione e Pil pari al 77%, mentre l’Italia è appena al 7%. Dal punto di vista fiscale il Tfr in busta paga costa molto più che tenerlo nei fondi pensione (soggetto a imposta sostitutiva tra il 15% e il 9%, in base agli anni d’iscrizione) o in azienda (tassazione separata). Avevamo incentivato i lavoratori ad aderire ai fondi pensione, promettendo forti agevolazioni fiscali. Ora si cambiano in corsa le regole e i lavoratori non si fidano più, perché chi li garantisce che domani anche la tassazione agevolata delle prestazioni finali in capitale o rendita non verrà aumentata dall’attuale 9%- 15%?”
