UN 2015 POSITIVO PER LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

I rendimenti hanno battuto nettamente la liquidazione e il settore è in crescita: il 2015 è stato un anno positivo per la previdenza complementare in Italia. Sono le indicazioni che emergono dalle statistiche della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione).

Performance positive. A fronte di un andamento altalenante dei mercati finanziari nel corso del 2015, i risultati delle forme pensionistiche complementari sono stati in media positivi per tutte le tipologie e per i rispettivi comparti. I rendimenti medi, al netto dei costi di gestione e delle tasse, si sono attestati al 2,7% nei fondi negoziali (aziendali e di categoria) e al 3% nei fondi aperti; per i Pip nuovi di tipo <i>unit linked >/i> (che utilizzano fondi comuni d’investimento o Sicav), il rendimento medio è stato del 3,7%. Nello stesso periodo il Tfr si è rivalutato, al netto delle tasse, dell’1,2 %; la liquidazione (pari al 6,91% della retribuzione) mantenuta presso il datore di lavoro si rivaluta con un tasso dell’1,5%, più il 75% dell’inflazione.

Adesioni e patrimoni in crescita. Alla fine del 2015, le adesioni alla previdenza complementare erano circa 7,3 milioni; al netto delle uscite, la crescita nell’anno è stata di circa 860mila unità (13,4%).
Di rilievo è stato l’incremento registrato dai fondi negoziali (530mila  iscritti in più, pari al 27,3% da inizio anno), grazie all’avvio del meccanismo di adesione automatica di tipo contrattuale per tutti i lavoratori dipendenti del settore edile mediante versamento del contributo a carico del datore di lavoro. Nel corso del 2015 le adesioni al fondo di settore Prevedi, che a fine 2014 contava 39mila iscritti, sono salite fino a coprire quasi l’intera platea di riferimento di circa 570mila unità. Nei fondi aperti (promossi da compagnie d’assicurazione, banche, Sim e Sgr) gli iscritti sono aumentati di 93mila unità, +8,8%; il totale a fine settembre è di 1,150 milioni. Gli iscritti ai Pip “nuovi” sono 2,596 milioni, circa 238mila unità in più (10,1%) rispetto alla fine del 2014. Alla fine di dicembre 2015, il patrimonio accumulato dalle forme pensionistiche complementari si è attestato a 138,4 miliardi di euro, il 5,7% in più rispetto alla fine del 2014.

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