TUTTE LE STRADE PER LA PENSIONE 2022

L’intervento organico sull’ennesima riforma delle pensioni è stato rinviato. Nel frattempo, ecco le principali vie di accesso al ritiro dal lavoro nel 2022.

 

Anzianità. Quest'anno il traguardo resta invariato e rimarrà stabile fino al 2026: sono stati, infatti, congelati i previsti adeguamenti automatici alle speranze di vita. In questo periodo quindi si maturerà il requisito per la pensione anticipata - ex pensione di anzianità, così ridenominata dalla riforma Monti-Fornero - con 42 anni e dieci mesi di contributi se uomini e 41 anni e dieci mesi se donne. Confermata la finestra di tre mesi nel privato e di sei per il pubblico impiego.

 

Vecchiaia. Fino al 2024 non ci sarà alcun aumento dell’età per la pensione di vecchiaia. Sono stati infatti sterilizzati gli adeguamenti previsti in base alle speranze di vita. Di conseguenza l’età richiesta per la pensione di vecchiaia rimane ferma a 67 anni sia per gli uomini, sia per le donne.

 

Opzione donna. Anche per il 2022 è stata lasciata alle sole donne la possibilità di andare in pensione prima del tempo, a patto di scegliere una rendita interamente calcolata con il meno favorevole metodo contributivo. Una possibilità introdotta nel 2004 e riscoperta in massa dopo la riforma Fornero. Ciò consente di anticipare l’uscita di diversi anni rispetto alle regole ordinarie che, come detto, chiedono in alternativa almeno 41 anni e 10 mesi di contributi o addirittura 67 anni di età.

Il vantaggio dell’uscita anticipata si controbilancia con un taglio della pensione, direttamente proporzionale all’anticipo.

Ma quanto si perde? Non si può dare una risposta generalizzata: tuttavia non si è lontani dal vero quando si dice che la pensione risultante è più bassa del 25%-35% rispetto alle aspettative.

 

Chi ne può usufruire. La possibilità di lasciare in anticipo nel 2022 è prevista per le lavoratrici dipendenti che hanno maturato i 35 anni di contributi entro il 2021 e i 58 anni di età, limite che sale a 59 anni per le autonome. In pratica, possono approfittare di questa opportunità le lavoratrici nate negli anni 1962 e 1963.

Confermata la finestra di 12 mesi, 18 per le autonome, per cui la pensione si incasserà materialmente a 60 e 61 anni di età.

 

Quota 102. Possiamo definirla una sorta di "proroga" di Quota 100. Sono, infatti, rimaste invariate le sue caratteristiche. In sostanza, si continuano ad applicare tutte le regole già note, come il divieto di cumulo con i redditi da lavoro (a eccezione di quello autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro annui lordi) e la facoltà di utilizzare la contribuzione mista per raggiungere il requisito contributivo (i 38 anni), tranne quella presente nelle casse professionali.

Nulla di nuovo anche sul fronte della “finestra”, che rappresenta il periodo di tempo che deve trascorrere tra il momento di maturazione dei requisiti utili per il diritto alla pensione e l’effettivo pagamento dell’assegno da parte dell’Inps, che si apre il primo giorno del trimestre successivo alla loro maturazione - il primo giorno del semestre successivo per i dipendenti pubblici.