TASSE: IN ARRIVO LA CERTIFICAZIONE UNICA DEI REDDITI 2017

Molti dipendenti l’hanno già ricevuto, gli altri l’avranno a giorni. E’ il  modello CU 2018, l’ex CUD , per effetto del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017, la scadenza per la consegna è stata modificata, ed è passata dal 28 febbraio al 31 marzo. Per quanto riguarda i pensionati e i percettori di assegni Inps (Naspi, cassa integrazione, ecc,) il documento è già in linea dal 21 marzo. E’ sufficiente collegarsi sul sito Inps al servizio “Fascicolo previdenziale del cittadino” (https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=50865&lang=IT&AccessModalService=1) dov’è possibile stamparlo. Chi non ha dimestichezza con il Web può comunque rivolgersi  a un Caf o a un ente di patronato.

Cos’è la CU. La certificazione unica (ex CUD) è il documento fiscale che comprova la percezione di un reddito da parte di un contribuente (lavoratore dipendente o pensionato). La legge stabilisce infatti che i soggetti obbligati a operare ritenute alla fonte, che corrispondono compensi sotto qualsiasi forma, sono tenuti alla certificazione di tali dati attraverso una dichiarazione, redatta in conformità ai modelli resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate nell’anno successivo cui si riferiscono gli emolumenti corrisposti.

CU 2018. Si chiama Certificazione Unica dei redditi (CU 2018) perché è un modello più completo rispetto al passato. Il documento dev’essere sottoscritto dal datore di lavoro nell'apposita casella "firma del sostituto d'imposta" e dev’essere consegnato, in duplice copia, al contribuente  entro il 31 marzo  del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono i redditi certificati, ovvero entro dodici giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Cosa contiene. Vediamo ora il dettaglio di tutti i dati del modello, in modo da controllare la propria dichiarazione.

Dati anagrafici. La prima pagina riporta i “dati anagrafici” sia del datore di lavoro o dell’ente pensionistico o altro sostituto d’imposta che ha erogato il reddito o il compenso. Quest’ultimo deve contenere, oltre ai propri dati identificativi (il codice dell’attività) e al proprio codice fiscale (non dev’essere indicato il numero di partita Iva), anche l’indirizzo completo (Comune, sigla della provincia, Cap, via, numero civico, frazione, telefono, fax e indirizzo di posta elettronica) della propria sede e il luogo presso cui devono pervenire le comunicazioni relative ai conguagli sulle retribuzioni.

Dati Fiscali. In questa sezione vanno certificati 1) gli importi assoggettati a tassazione ordinaria; 2) i compensi con ritenuta a titolo d’imposta; 3) quelli soggetti a imposta sostitutiva; 4) quelli a tassazione separata (arretrati di anni precedenti, Tfr), nonché gli oneri di cui si è tenuto conto e gli altri dati necessari per l’eventuale presentazione della dichiarazione dei redditi (per esempio i giorni di lavoro dipendente e/o pensione). Si tratta in pratica dei dati da riportare sul modello 730 o Unico.

In altre parole, i punti da 1 a 4  indicano la somma del redito di lavoro (stipendi mensili, tredicesima e quattordicesima, indennità di trasferta, compensi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, trattamenti periodici corrisposti dai fondi pensione complementare) o pensione e altre  indennità erogate  dall’Inps. Quest’importo rappresenta appunto “l’imponibile fiscale”, su cui va calcolata la tassazione. Seguita dall’indicazione delle ritenute già effettuate, la cosiddetta ritenuta d’acconto che mensilmente l’azienda o l’Inps effettuano all’atto del pagamento dello stipendio o della pensione .

Dati previdenziali Inps. L’ultima pagina del modello di Certificazione Unica, la stessa che indica i dati relativi al Tfr, accoglie i “Dati previdenziali e assistenziali Inps”. Si tratta del riepilogo della posizione previdenziale del lavoratore o del collaboratore nell’arco dell’anno 2017. Questa parte è interessante soprattutto per i lavoratori in attività (punto 4), che possono controllare il proprio imponibile utile al calcolo della propria pensione. In buona sostanza, al punto 4 della sezione, viene indicata la retribuzione annua relativa al 2017, da prendere a riferimento per determinare l’importo della futura pensione. Per cui,  alla domanda quanto ho accantonato nel 2017 sul mio conto pensionistico presso l’Inps?  Si risponde semplicemente con il calcolo seguente: valore punto 4 per 33%.

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