SEMAFORO VERDE PER IL TFR IN BUSTA PAGA

Per chi fa domanda ad aprile, l'erogazione della Quir (quota integrativa della retribuzione), e cioè la quota mensile di Tfr in busta paga, scatterà a maggio. Dovranno invece aspettare fino ad agosto per la prima liquidazione i dipendenti delle piccole aziende (meno di 50 addetti) che accedono al finanziamento assistito da garanzia. A dare il via definitivo all’operazione voluta dalla legge di Stabilità - con l’intento di stimolare i consumi attraverso la monetizzazione del trattamento di fine rapporto – è il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri numero 29, pubblicato nellaGazzetta ufficialedel 19 marzo e che entrerà in vigore il 3 aprile.Tfr in busta paga.L'operazione, introdotta dalla legge di Stabilità del 2015, doveva operare per 40 mesi (da marzo 2015 a giugno 2018), ma il ritardo della pubblicazione del decreto attuativo determina lo slittamento di due mesi. Il decreto fissa anzitutto l'ambito operativo, dando diritto di accedere alla liquidazione mensile del Tfr (definita Quir) a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, con esclusione del1) personale domestico;2) lavoratori del settore agricolo;3) dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali;4) dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti o un piano di risanamento;5) dipendenti da datori autorizzati alla cassa integrazione guadagni straordinaria o in deroga (per i dipendenti in forza all'unità produttiva interessata);6) dipendenti da datori di lavoro che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti e dì soddisfazione dei crediti.Scelta irrevocabile.L'opzione per la Quir può essere esercitata dai lavoratori titolari di un contratto di lavoro subordinato con diritto al Tfr, in possesso di anzianità aziendale di almeno sei mesi. L'opzione va effettuata direttamente al proprio datore di lavoro, con la presentazione di apposita domanda da redigere in base al modello allegato al decreto. L'eventuale iscrizione alla previdenza integrativa non preclude l’accesso al Tfr in busta paga. In questo caso, precisa il decreto, durante tale periodo è sospesa l'eventuale corresponsione del trattamento di fine rapporto al fondo complementare, che però continuerà a ricevere gli eventuali contributi aggiuntivi in carico ai lavoratori e all'azienda. Una volta fatta, la richiesta per la Quir non è più revocabile. Ciò significa che il lavoratore non potrà avere ripensamenti fino al 30 giugno 2018 salvo il caso, ovviamente, di risoluzione del rapporto di lavoro (dimissioni, licenziamento, ecc.). Il decreto stabilisce che la richiesta di Quir è efficace e l'erogazione è operativa a partire dal mese successivo a quello di formalizzazione della domanda. La regola vale per tutte le aziende e determina un'operatività del Tfr in busta paga a partire dal prossimo maggio fino a giugno 2018. Dal momento che il decreto entra in vigore il 3 aprile, soltanto dal prossimo mese i lavoratori potranno validamente presentare le richieste alla propria azienda. Un ulteriore ritardo, ma solo nella liquidazione, è poi previsto per i dipendenti da datori di lavoro con meno di 50 addetti che intendono accedere al finanziamento assistito da garanzia. In questo caso, infatti, il decreto fissa le operazioni di liquidazione mensile della Quir a partire dal terzo mese successivo. Ciò sembra affermare lo slittamento della sola “liquidazione” in busta paga del Tfr, ma non dell'operatività dell'anticipazione. Per esempio, se la domanda di Quir viene presentata ad aprile 2015, il lavoratore avrà diritto al Tfr mensile in busta paga da maggio 2015 fino a giugno 201, ma con la prima liquidazione ad agosto 2015, cioè dal terzo mese successivo a quello di efficacia dell'istanza (maggio 2015), comprendendo i tre mesi di arretrato (da maggio luglio).Tassazione piena.Il decreto conferma, infine, che la Quir è assoggettata a tassazione ordinaria e che non sono dovuti i contributi previdenziali. Inoltre, la Quir non rileva per il calcolo della tassazione separata e la verifica dei limiti di reddito complessivo per l'applicazione dell'ulteriore detrazione fiscale di 960 euro, per chi è in possesso di un reddito non superiore a 24mila euro. Per valutare pro e contro di questa scelta, che dev’essere fatta con grande attenzione, si possono vedere le news del 19 febbraio e del 10 marzo e lo specialeTfr in busta paga.