SECONDO ZURICH CRESCE IL PROTECTION GAP

Il 25% degli europei sopra i 16 anni ha problemi di salute, in grado di compromettere la propria vita professionale. Mentre 386 milioni di persone in età da lavoro soffrono di una forma di disabilità. Tutto questo mentre la crisi morde e il livello di protezione fornito dai sistemi di welfare si riduce. A ricelare questi dati èIncome protection gaps: a growing global challenge, ricerca effettuata da Zurich insurance group e Smith school of enterprise and environment dell'università di Oxford sugli impatti della perdita del reddito da lavoro a causa di morte o invalidità.Rischio povertà.Questo fenomeno, prosegue lo studio, è in grado di causare difficoltà economiche tali da portare le famiglie a vivere in povertà. E in Italia la situazione diventa, se possibile, ancora più seria. Nel nostro paese, infatti, ad avere problemi di disabilità è il 20% dei cittadini, con gli anziani a fare la parte del leone. In particolare, le donne in età avanzata (37,8%) sono più soggette a patologie limitanti rispetto ai coetanei maschi (22,7%). Infine, il 44% dei cittadini tra i 15 e 64 anni con gravi forme di disabilità o menomazioni svolge regolarmente un'attività lavorativa.A rendere ancora più critica la situazione, alcuni fattori specifici legati al nostro paese. Prima di tutto, la popolazione sempre più “anziana” - fenomeno, questo, dovuto non solo al costante aumento della vita media, ma anche a un tasso molto contenuto di natalità, che rende l’Italia il paese con il più alto indice di vecchiaia del mondo; poi, il progressivo innalzamento dell’età pensionabile; ancora, la diffusione di forme contrattuali atipiche non coperte dalwelfaree il tasso drammatico di disoccupazione giovanile (salito, quest'anno, al 44,2 %); infine, la riduzione del sostegno pubblico ai cittadini, che sta causando sempre più fragilità nella situazione economica delle famiglie.Gli esclusi.Insomma: il mondo cambia. E non certo in meglio. Mentre sempre più lavoratori non hanno alcuna forma di protezione del loro reddito da lavoro: gran parte delle legislazioni, infatti, esclude i contrattipart timeo quelli a progetto, dai piani di protezione del reddito. Soluzioni, queste, che in molti casi, raggiungono una percentuale elevata sul totale dei rapporti lavorativi. Un esempio su tutti, l'America Latina, dove il 50% dei cittadini ha contratti flessibili e, di conseguenza, non gode di alcuna protezione da parte dello stato. Un vero e proprio rischio sociale, che può avere risvolti negativi non solo sulla vita dei lavoratori, ma anche su quella delle imprese: senza un’adeguata politica di protezione, afferma lo studio, si stima che negli Stati Uniti la produttività potrebbe calare di ben 150 miliardi di dollari l'anno.Le soluzioni possibiliC'è una soluzione a questo fenomeno, chiamato in gergoincome protection gaps? Non a breve, afferma l'inchiesta effettuata da Zurich e dall'università di Oxford. Tuttavia, lo studio suggerisce due interventi possibili: accelerare sulla cooperazione pubblico-privato e stimolare l'introduzione di incentivi fiscali, per aiutare le imprese a introdurre politiche di welfare e accrescere la consapevolezza e la conoscenza di questo fenomeno nel pubblico e privato.