REGIME FORFETTARIO: CHI PAGA DI PIÙ FRA DIPENDENTE E AUTONOMO?
La reazione negativa seguita alla decisione di alzare il tetto massimo del regime forfettario fino a 85 mila euro non è corretta. In realtà, come spiega il quotidiano economico ItaliaOggi, nonostante questo allargamento i lavoratori autonomi sopportano un carico fiscale complessivo (calcolando quindi anche i contributi previdenziali) superiore a quello dei dipendenti. Lo dimostrano i numeri.
Due aliquote a confronto. Non basta infatti prendere l’aliquota marginale più alta (43%) e confrontarla con l’aliquota del regime e confrontarla con l’aliquota del regime forfettario (15%). Per un calcolo il più preciso possibile, si legge nell’articolo, è necessario almeno tener conto dell’aliquota media effettiva per ciascun livello di reddito, dei diversi regimi di versamento dei contributi e del Tfr. Così facendo risulta, dai calcoli di ItaliaOggi, che il reddito finale disponibile per il contribuente (cioè quello che può concretamente utilizzare per le sue spese a parità di importo di partenza), è sempre superiore per un lavoratore dipendente rispetto a quello di un autonomo.
Alcuni esempi. Partendo da un reddito lordo di 15 mila euro per entrambi, Il divario è molto consistente sui redditi bassi: circa 13 mila euro per il dipendente contro 9.400 euro per l'autonomo; l'importo si assottiglia fino quasi a scomparire man mano che il reddito si alza.
A 66 mila euro (che corrisponde a un fatturato di 85 mila euro per un autonomo) la differenza, a favore del dipendente, è di circa 2 mila euro su 44.600 di reddito disponibile.
Regime previdenziale. Ma non c’è solo questo. Anche a livello previdenziale i dipendenti sono avvantaggiati. In tutti i casi esaminati, infatti, il livello di pensione maturata è sempre più alto per loro, anche se di poco. Si passa infatti da una differenza di 35 euro per 15 mila euro di reddito a 155 per 66 mila euro dichiarati.
Per correttezza, bisogna evidenziare che i calcoli effettuati da ItaliaOggi non hanno potuto tener conto delle addizionali regionali e comunali, che variano a seconda del luogo di residenza, e sono versate dal dipendente ma non dall’autonomo in regime forfettario.
Il vantaggio è però ampiamente compensato a favore del primo dall’importo dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (di cui nemmeno si è tenuto conto) e da alcuni istituti contrattuali, come il pagamento di periodi di ferie e malattia, disponibili per il dipendente ma non per l’autonomo.

