PREVIDENZA: UN 2015 AMARO PER LE PARTITE IVA
Sul fronte previdenziale, il 2015 sarà decisamente amaro per le partite Iva: nulla è previsto, infatti, nelJobs Act, e niente è stato fatto nella legge di Stabilità. Un mancato intervento quest’ultimo, riconosciuto in prima persona dal Premier, che ha annunciato che “un intervento correttivo nei prossimi mesi è sacrosanto”. Matteo Renzi ha ammesso che effettivamente molti giovani professionisti saranno danneggiati dall’aumento della contribuzione sociale che, in assenza di compensi minimi e obblighi nella ripartizione del carico contributivo, indurrà tanti alla cessazione dell'attività, anche per la concomitante modifica del regime dei minimi, che triplica l'aliquota dovuta al Fisco. Ma diamo la parola ai numeri.Contributo in salita.Nel 2015 l’aliquota contributiva dovuta alla Gestione separata Inps aumenta di due punti, e continuerà a salire sino a raggiungere nel 2018 il 33,72%, la stessa di quella stabilita per i lavoratori dipendenti. L’aggravio riferito all’anno nuovo per i titolari di partita Iva è addirittura di tre punti, una vera e propria stangata; grazie alla legge di Stabilità 2014, infatti, l’anno scorso hanno beneficiato del congelamento dell’aliquota al valore del 2013. Per il 2015 il quadro della contribuzione dovuta all’Inps si presenta come segue:1) soggetto non iscritto ad altro fondo obbligatorio: pagherà un contributo del 30,72% (30 più lo 0,72% destinato al fondo maternità e assegni familiari), di cui 10,24% a suo carico e 20,48% a carico del committente, entro il massimale di 100.424 euro;2) soggetto già iscritto ad altro fondo obbligatorio, ovvero titolare di pensione: pagherà un contributo del 23,50% (7,33%, a suo carico e 16,17% a carico del committente), entro il massimale di 100.424 euro. L’aliquota del 30,72% (contro il 27,72% del 2014) è dovuta anche dai titolari di partita Iva, che in fattura possono recuperare solo il 4%.Soluzioni alternative.Molti professionisti con partita Iva potrebbero decidere che non è più sostenibile rimanere dentro la Gestione separata Inps, e di conseguenza trasmigrare. L'apertura di un'attività commerciale, più o meno fittizia, produrrebbe un risparmio previdenziale che sarebbe già oggi di 4 punti di contribuzione e arriverebbe a 9 punti (nel 2018), dopo gli aumenti già programmati dalla riforma del lavoro targata Fornero. Un’altra possibilità di risparmio è il ricorso alla società in accomandita semplice (Sas), con soci di comodo quasi sempre familiari con cui dividere il fatturato; il vantaggio della trasmigrazione consiste nel fatto che il socio accomodante non versa contributi. Infine, le partite Iva che svolgono attività prettamente creative, potrebbero scegliere il regime di diritto d'autore esente da contribuzione previdenziale. (leggi la tabella allegata)
