PRESTAZIONI SOCIALI, ENTRATE INFERIORI ALLA SPESA
La spesa per prestazioni sociali erogate in Italia dagli enti di previdenza nel 2012 è stata pari a 305,576 miliardi di euro, il 19,5% del Pil, e corrisponde a un importo pro-capite di 5.132 euro. All’opposto, le entrate attraverso i contributi ammontano a 226,458 miliardi di euro (3.803 euro per abitante, il 14,5% del Pil) e coprono il 74,1% della spesa. Gli enti di base rappresentano il 99,3% delle prestazioni e il 99,2% dei contributi sociali. E’ quanto si legge tra l’altro nel corposo dossierNoi Italia 2015, pubblicato nei giorni scorsi dall’Istat.Lombardia in testa.Nell’Italia settentrionale si concentra la quota maggiore sia della spesa per prestazioni (50,6%), sia delle entrate contributive (57,4%). La Lombardia si distingue per il bilancio leggermente positivo, con 54,6 miliardi di euro erogati (5.605 euro per abitante), 55,7 miliardi di contributi versati e un indice di copertura previdenziale uguale a 101,9%. Il Lazio è la seconda regione per ammontare complessivo di prestazioni erogate (30,2 miliardi, 5.457 euro per abitante) e contributi versati (circa 28,7 miliardi). Nel Mezzogiorno, le prestazioni pagate rappresentano il 28,3% del totale e la quota dei contributi è pari al 20,3%. Poiché le prestazioni sociali e i contributi previdenziali sono legati alla struttura demografica e produttiva del Paese, i dati pro-capite confermano le differenze territoriali e il disavanzo relativo più elevato delle regioni del Mezzogiorno, causato soprattutto dal minor importo della contribuzione. Fanno eccezione la Liguria e l’Umbria con indici di copertura tra i più bassi, insieme a Calabria, Puglia, Sicilia, Basilicata e Sardegna. In Liguria, caratterizzata da un'elevata quota di anziani, si registra anche la spesa pro capite più alta.Le pensioni.La maggior parte delle pensioni (47,8%) e della spesa erogata (50,7%) si concentra nell’Italia settentrionale. Gli importi medi dei redditi pensionistici risultano più elevati nelle regioni del Nord-ovest (12.686 euro) e del Centro (12.217 euro). La Lombardia è la regione con la più alta quota di prestazioni (16,2%) e di spesa erogata (17,8%), mentre il beneficio relativo è pari al 37,8%. Segue il Lazio, con una quota di prestazioni pari all’8,7% e una percentuale di spesa pari al 10%, mentre l’indice di beneficio relativo risulta pari al 43,9%. Nel Lazio si registra anche l’importo medio pensionistico più elevato in assoluto (13.387 euro), seguono la Lombardia (12.798 euro), la Liguria (12.587 euro) e il Piemonte (12.525 euro). Nelle regioni del Mezzogiorno emerge un maggior peso relativo delle prestazioni di tipo assistenziale, sia in termini di numerosità (26,5% rispetto alla media nazionale di 18,5%), sia per la spesa (12,6% rispetto a 7,9%). La regione Molise presenta l’importo medio più basso (9.484 euro).L’analisi dei tassi di pensionamento conferma che nelle regioni del Nord, con 40,3 pensioni ogni 100 abitanti, e nelle regioni del Centro, con 40,4 pensioni ogni 100 abitanti, si registrano valori superiori al dato nazionale (38,7). La Liguria è la regione con il più alto tasso di pensionamento (48,1%), seguita dall’Umbria (47,6%); la Campania, viceversa, è la regione con il più basso tasso di pensionamento (31,6%). Per quanto riguarda la percentuale di spesa per le pensioni rispetto al Pil, nel Nord-est si registra il valore più contenuto (15,3%), mentre nel Mezzogiorno si spende di più (20,6%). La regione in cui si registra la più alta incidenza della spesa rispetto al Pil è la Calabria (21,8%), seguita da Puglia (21,7%) e da Liguria e Umbria (21,5% per entrambe).
