PREMIO ALLA MATERNITÀ, AL VIA IL BONUS DI 800 EURO PER LE FUTURE MAMME

Al via il premio alla nascita di 800 euro per le future mamme. Lo dice l’Inps (circolare n.39/2017), in attuazione a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2017: dal primo gennaio, infatti, le donne gestanti o le madri, hanno diritto a un assegno una tantum di 800 euro.

Chi ne ha diritto. Il sostegno sarà riconosciuto alle donne gestanti o alle madri che siano in possesso dei requisiti attualmente presi in considerazione per il bonus bebè. In pratica, le donne residenti in Italia e con cittadinanza italiana o comunitaria e non comunitarie in possesso dello status di rifugiato politico. Le donne non comunitarie, devono avere il permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo,  oppure di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini Ue.

Il premio. Il “bonus” ( la legge lo definisce “premio alla nascita”, come si trattasse di una gara) può essere concesso esclusivamente per uno dei seguenti eventi verificatisi dal primo gennaio 2017:

1) compimento del settimo mese di gravidanza;

2) parto, anche se antecedente all’inizio dell’ottavo mese di gravidanza;

3) adozione del minore, nazionale o internazionale, disposta con sentenza divenuta definitiva; 4) affidamento preadottivo.

La domanda. L’Istituto precisa che la domanda va presentata prima del parto (dopo il compimento del settimo mese di gravidanza) e va corredata della certificazione sanitaria rilasciata dal medico specialista del Servizio sanitario nazionale, che attestala data presunta del parto. Se la domanda è presentata in relazione al parto, la madre dovrà autocertificare la data di nascita e le generalità del bambino. In caso di adozione/o affidamento preadottivo, se la richiedente non accompagna il provvedimento giudiziario (sentenza definitiva di adozione o provvedimento di affidamento preadottivo), è necessario che nella stessa domanda siano riportati gli elementi (sezione del tribunale, la data di deposito in cancelleria e il relativo numero) che consentano all’Inps il reperimento del provvedimento stesso presso l’amministrazione che lo detiene.

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