PRECOCI E APE SOCIALE, DOMANDE RINVIATE AL PRIMO GIUGNO
I lavoratori precoci, coloro cioè che possono vantare almeno un anno di “contribuzione da lavoro” prima dei 19 anni di età e intendono pre-pensionarsi quest'anno, hanno tempo sino al primo giugno per pensarci: lo stesso avviene per accedere all'Ape sociale. I termini per richiedere le due prestazioni (rispettivamente fissati al primo e al 31 marzo), sono infatti sospesi fino al primo giugno. Lo spiega l’Inps con la circolare n. 50/2020 (in accordo con il Ministero del lavoro), in cui l’Istituto illustra le misure per l'emergenza da Covid-19 contenute nel decreto legge n. 18/2020.
Stop fino al primo giugno. La norma stabilisce che, in considerazione dell'emergenza epidemiologica, dal 23 febbraio fino al primo giugno è sospeso di diritto il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni erogate da Inps e Inail. In proposito l’ente chiarisce che lo stop s'intende riferito ai termini non solo per eventuali azioni giudiziarie, ma anche per la presentazione delle domande di riconoscimento dei requisiti e delle condizioni poste a base del diritto delle prestazioni.
Lavoratori precoci. Sono interessati i lavoratori che possono far valere 12 mesi di contributi effettivi prima dei 19 anni d'età e versano in determinate condizioni indicate dalla legge (disoccupati; invalidi; caregivers ecc.) che, fino al 31 dicembre 2026, hanno possibilità di mettersi in pensione con 41 anni di contribuzione.
A questo proposito devono fare domanda di riconoscimento del diritto al pre-pensionamento entro il primo marzo dell'anno di maturazione dei requisiti. E la pensione decorre (previa apposita e ulteriore domanda) dopo una finestra di tre mesi. Le domande per il corrente anno, dunque, si possono presentare fino al primo giugno (in pratica si considerano come presentate entro il primo marzo).
Più tempo per l'Ape. Stesso discorso (dei precoci) vale per la richiesta dell'Ape sociale, che dà possibilità di mettersi a riposo prima del tempo, in attesa di maturare l'età per la pensione di vecchiaia (67 anni). Gli interessati sono coloro con almeno 63 anni d'età che versano in situazione di disagio economico e hanno diritto a un sussidio mensile il cui importo massimo è di 1.500 euro lordi (a carico dello stato).
Come per i precoci, anche il procedimento di riconoscimento dell'Ape sociale prevede due domande in tempi differenti. Per prima cosa si chiede il riconoscimento del diritto, entro il 31 marzo di ogni anno. Se c'è diritto si può fare la seconda domanda per l'erogazione della prestazione. L'Inps spiega che le prime domande, presentate entro il primo giugno, si considerano pervenute entro il 31 marzo.
Lavori usuranti. Gli interessati sono coloro che sono occupati in attività faticose e usuranti e intendono mettersi in pensione con i requisiti agevolati nel 2021, per cui devono fare richiesta di riconoscimento del diritto nel corso di quest'anno. Anche in questo caso è possibile presentare la domanda entro il primo giugno.
