PENSIONI, DIMINUISCE L’IMPORTO DEGLI ASSEGNI E SALE L’ETÀ MEDIA

Calano le pensioni liquidate dall’Inps nei primi nove mesi di quest’anno: 311.299 trattamenti, in calo del 26,5% rispetto allo stesso periodo del 2015. Di questi, 180.221 appartengono al fondo lavoratori dipendenti, 107.363 alle  gestioni dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti) e 23.715 sono assegni sociali, corrisposti agli anziani sprovvisti di altri redditi. Se da una parte diminuisce il numero delle pensioni, dall’altra  sale, sia pur di poco, l’età media di chi molla il lavoro. E’ questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dalla rilevazione denominata Monitoraggio flussi pensionamento effettuata dall’Inps (nella foto il presidente dell’Istituto Tito Boeri). In proposito, precisa l’ente di previdenza, i dati sono stati elaborati alla data del 2 ottobre, e quindi nei prossimi mesi potranno subire delle variazioni in relazione alla liquidazione delle richieste ancora in giacenza al momento della rilevazione.

L’effetto demografico. Secondo l’ente di previdenza, le cause della contrazione rispetto all’anno precedente vanno ricercate nell’innalzamento dei requisiti richiesti per il pensionamento. Nel 2016, infatti, sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità per la pensione anticipata, sono aumentati di quattro mesi per effetto dell'incremento della speranza di vita registrato dall'Istat. In altre parole, il calo delle rendite registrato alla data del 2 ottobre è dovuto principalmente all’innalzamento dell’età per la pensione di vecchiaia (www.iomiassicuro.it/termini-da-sapere/v), passata da 66 anni e 3 mesi del 2015 a 66 anni e 7 mesi. In particolare, le donne i cui requisiti sono saliti da 63 anni e 9 mesi a 65 anni e 7 mesi, quasi due anni in più. Altrettanto dicasi per la pensione anticipata (www.iomiassicuro.it/termini-da-sapere/a), che si può ottenere a prescindere dall’età anagrafica, i cui requisiti sono saliti da 42 anni e 6 mesi a 42 anni e 10 mesi (rispettivamente 41 e 6 mesi e 41 e 10 mesi le donne).

I numeri. Per quanto riguarda le categorie, dai dati dei primi nove mesi del 2016 rispetto a quelli del 2015, si rileva una maggiore incidenza dei trattamenti d’invalidità rispetto a quelli di vecchiaia, dovuta esclusivamente a una minore consistenza delle pensioni di vecchiaia con decorrenza nei primi tre trimestri 2016, a fronte di una sostanziale stabilità dei trattamenti d’invalidità. Minore invece è l'incidenza sulle pensioni di vecchiaia di quelle di anzianità/anticipate, a causa di un’effettiva riduzione di queste ultime. Sempre in confronto al dato complessivo del 2015, nei primi nove mesi del 2016 nelle liquidazioni si registra un peso superiore della componente femminile, e una sostanziale stabilità della componente di trattamenti ai residenti del Nord.

Età media in salita. Per tutte le gestioni si registra un aumento dell'età media di pensionamento, sia per la pensione di vecchiaia, sia per quella di anzianità/anticipata. Nel periodo gennaio-settembre 2016, l'età media totale di pensionamento (considerando cioè entrambi i generi), nel fondo lavoratori dipendenti è stata di 65,3 anni per la vecchiaia e 60,4 anni per l’anticipata, mentre nel 2015 i valori si erano attestati sui 65,1 anni per la vecchiaia e 59,9 anni per l’anzianità. Per la gestione dei coltivatori diretti, l'età media totale di decorrenza della pensione è di 69,3 anni per la vecchiaia e 60,5 per l'anticipata; mentre per il 2015 è stata, rispettivamente, pari a 68,1 e 60,0 anni. Per gli artigiani l'età media di pensionamento per il 2016 è di 66,4 anni per la vecchiaia e di 60,8 anni per l'anticipata (nel 2015 era rispettivamente 66,3 e 60,4 anni). Infine i commercianti, che in media hanno percepito la prima pensione di vecchiaia a 66,6 anni nel 2016 e a 66,4 anni nel 2015;  mentre per la pensione anticipata i valori sono stati di 61,5 anni per il 2016 e 61 anni per il 2015.

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