PENSIONE, QUANTO COSTERÀ NEL 2017 PER I LAVORATORI AUTONOMI

Aumentano i contributi destinati alla pensione dei lavoratori autonomi con l’eccezione dei titolari di partita Iva, che l’anno prossimo pagheranno addirittura meno. Ma diamo la parola ai numeri.

Dipendenti. Nulla di nuovo per i dipendenti. L'aliquota invalidità, vecchiaia e superstiti (in sigla Ivs) dovuta all'Inps (nella foto il presidente Tito Boeri), rimane infatti fissata al 33%, di cui 23,81% a carico dell'azienda e 9,19 a carico del lavoratore. Nel 2017 la quota a carico del dipendente sale al 10,19% per la fascia di retribuzione mensile eccedente i 3.844 euro (un dodicesimo di 46.123, tetto pensionistico).

Artigiani e commercianti. Per loro la riforma Fornero ha stabilito un aumento progressivo dell’aliquota contributiva  nella misura dello 0,45%, a partire dal 2013, sino a raggiungere il 24% nel 2018.  Questo significa che nel 2017 gli artigiani dovranno applicare il 23,55% sul reddito d'impresa dichiarato al Fisco sino a 46.123 euro e il 24,55% sulla quota di reddito compreso tra 46.124 e 76.872 euro, massimale imponibile per il 2017. Mentre i commercianti, la cui aliquota anche per il 2017 è  maggiorata di uno 0,09% (destinato al fondo per la razionalizzazione della rete commerciale, per favorire la cosiddetta rottamazione negozi), dovranno applicare il 23,64% sul fascia di reddito sino a 46.123 euro e il 24,64% sulla quota compresa tra 46.123 e 76.872 euro. Nel 2017 il minimale di reddito imponibile ai fini del calcolo rimane pari a 15.548 euro, per cui il contributo minimo (comprensivo della quota di maternità) dovuta dagli artigiani è di  3.662 euro; mentre quella dovuta dai commercianti di 3.676 euro. 

Parasubordinati.  Sale di un punto l’aliquota contributiva dovuta nel 2017 dai parasubordinati, entro il massimale imponibile di 100.324 euro. Retrocede invece al 25% la quota dovuta dai titolari di partita Iva “protetti” dalla Legge di Bilancio. In poche parole, per il 2017 il quadro della contribuzione dovuta alla Gestione separata Inps si presenta come segue:

1) soggetti titolari di partita Iva che non risultino già assicurati obbligatoriamente, né titolari di pensione diretta: l'aliquota è fissata al 25,72%, completamente a proprio carico (è possibile recuperare in  fattura il 4%);

2) soggetti non titolari di partita Iva che non risultino già assicurati obbligatoriamente, né titolari di pensione diretta: l'aliquota  sale al 32,72%, (2/3 a carico del committente e 1/3 a carco del prestatore);

3) soggetti assicurati obbligatoriamente (già iscritti ad un fondo previdenziale) e i titolari di pensione diretta: l'aliquota rimane  pari  al 24% (di cui 2/3 a carico del committente).

4) associati in partecipazione: l'aliquota sale al 32,72% (di  cui 55% a carico del committente e 45% a carico dell’associato).

Il massimale di reddito imponibile, per tutte e quattro le categorie di contribuenti resta pari a 100.324 euro annui.

Carico contributivo 2017

Lavoratori dipendenti

 

-    9,19% sino a 46.123 euro

-  10,19% da 46.123  in poi

 

Artigiani

 

- 23,55% sino a 46.123  euro

- 24,55% da 46.123  a 76.872 euro

 

Commercianti

 

- 23,64% sino a 46.123  euro

- 24,64% da 46.123 a 76.872 euro

 

Parasubordinati titolari di partita Iva non  assicurati obbligatoriamente, né pensionati

 

- 25,72% entro il massimale di 100.324  euro

 

 

Parasubordinati  non  assicurati obbligatoriamente, né pensionati

 

- 32,72% entro il massimale di   100.324 euro

 

 

Parasubordinati  già assicurati obbligatoriamente, o pensionati

 

- 24,00% entro il massimale di    100.324 euro

 

Associati in partecipazione

- 32,72% entro il massimale di   100.324 euro

 

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