OPZIONE DONNA, SCADENZA IN VISTA PER LA SCUOLA

Scadenza in vista per il personale femminile della scuola che entro il 2015 ha maturato i requisiti (57 anni e 3 mesi di età e 35 di contribuzione), per avvalersi dell’ “opzione donna”. Il 15 febbraio scade il termine per presentare domanda di cessazione dal servizio, che consente di ottenere la pensione dal primo settembre 2016.Come funziona l'opzione donna.L'età minima per la pensione di vecchiaia continua a salire e aumenterà ancora fino a raggiungere quella degli uomini (66 anni) nel 2018. Per l'uscita anticipata dal lavoro non resta quindi che una strada: quella che la legge Maroni del 2004 (confermata in via sperimentale dalla riforma Monti-Fornero) riserva fino a tutto il 2015 alle lavoratrici dipendenti, con almeno 57 anni di età (autonome con almeno 58 anni), disposte a optare per il meno vantaggioso calcolo contributivo della pensione. Affinché si potesse usufruire realmente di questa scappatoia, però, era necessario raggiungere i requisiti entro il 30 novembre 2014 (30 dicembre per le dipendenti del pubblico impiego). Per questa formula, infatti, occorre mettere nel conto la vecchia “finestra mobile” (che indica il tempo di attesa tra la maturazione dei requisiti e l’effettivo pensionamento) e, dunque, bisogna essere a posto ben dodici mesi prima (18 mesi prima le autonome). Dal momento che l’età da accompagnare ai 35 anni di contributi è nel frattempo salita a 57 e 3 mesi, per via del primo adeguamento alle speranze di vita, occorreva compiere i 57 anni entro agosto 2014. Contro questa prospettiva, presso la Commissione lavoro della Camera, era stata presentata una risoluzione che sollecitava l’Inps e soprattutto il Ministero del lavoro a non applicare gli slittamenti previsti dalla finestra mobile e dall’allungamento dell’aspettativa di vita. Sollecitazione senza risposta. Ebbene, l’opzione donna, grazie alla Legge di stabilità 2016, è divenuta possibile anche per coloro che hanno maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2015, ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data.Possibile proroga.Le donne nate dal primo ottobre 1958, quelle cioè che non hanno fatto in tempo a raggiungere i 57 anni e 3 mesi entro lo scorso dicembre, devono sperare che avanzino dei fondi per un ulteriore prosieguo della sperimentazione. A questo proposito la Legge di stabilità prevede la trasmissione, entro il 30 settembre di ogni anno, di una relazione alle Camere, da parte del Governo, sulla base dei dati rilevati dall’Inps nell’ambito della propria attività di monitoraggio, con particolare riferimento alle lavoratrici interessate e ai relativi oneri. Se dall’attività di monitoraggio dovesse risultare un onere inferiore rispetto alle previsioni di spesa, con successivo provvedimento legislativo verrà disposto l’utilizzo delle risorse non utilizzate per la prosecuzione della sperimentazione o interventi con finalità analoghe.