NIENTE RICORSO PER AVERE I RIMBORSI DELLE PENSIONI

Non dovrà essere presentato alcun ricorso per richiedere la liquidazione delle somme che non erano state versate in seguito alla mancata indicizzazione delle pensioni. Lo ha precisato la stessa Corte costituzionale in riferimento alla sentenza con cui nei giorni scorsi aveva stabilito l’illegittimità della mancata indicizzazione (cioè l’adeguamento all’inflazione), per i vitalizi superiori a tre volte il minimo (1.490 euro) nel 2012 e 2013. Dopo la pubblicazione sullaGazzetta ufficiale, avvenuta ieri, la pronuncia è entrata in vigore oggi. Non sarà quindi necessario fare domanda all’Inps o a un altro istituto previdenziale, oppure rivolgersi a un patronato. Non tutti i pensionati che vi avrebbero diritto, però, otterranno effettivamente il rimborso.Secondo i calcoli della Ragioneria generale dello Stato, l’applicazione integrale della pronuncia della Corte costituzionale costerebbe 19 miliardi di euro: un importo insostenibile, anche perché si scaricherebbe per intero sul bilancio 2015 e porterebbe a sforare il tetto del 3% facendo salire al 3,9% il rapporto fra deficit e Pil e, quindi, porterebbe l’Unione europea ad aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Per ridurre un impatto così devastante, il Governo sta lavorando a un’ipotesi che prevederebbe rimborsi parziali sulle pensioni comprese fra 1.500 e tremila euro e nulli sopra questa soglia. Con questa soluzione, il rimborso sarebbe pari a circa quattro miliardi di euro. Una decisione sarà presa probabilmente nella prima settimana di giugno, dopo le elezioni amministrative del 31 maggio.