NEI PRIMI SEI MESI I FONDI PENSIONE BATTONO IL TFR
La pensione di scorta stacca il Tfr al giro di boa di metà anno. Le turbolenze delle ultime settimane ridimensionano però il brillante risultato del primo trimestre. Nei primi sei mesi del 2015 è stato pari al 2,2% il rendimento medio offerto dai fondi pensione negoziali, aziendali o di categoria. I risultati sono stati raccolti daCorrierEconomia, settimanale di finanza e risparmio delCorriere della Serae si riferiscono a un campione di dieci casse previdenziali, cui fa capo circa il 70% degli iscritti. Il Tfr (il 6,91% della retribuzione lorda) nello stesso periodo ha reso invece lo 0,8%, al netto dell’aliquota del 17%. La liquidazione mantenuta in azienda si rivaluta con un tasso dell’1,5%, più il 75% dell’inflazione. Mentre i contributi ai fondi pensione cominciano a maturare rendimenti sin da quando vengono versati, la rivalutazione del Tfr mantenuto in azienda riguarda solo l’importo maturato al 31 dicembre dell’anno precedente. Questo meccanismo determina una differenza di circa lo 0,2% a sfavore del Tfr.Nei primi sei mesi del 2015 il migliore è stato il comparto azionario di Fondenergia (energia e petrolio) con il 6,3%, seguito con il 6,1% dal bilanciato con il 60% di azioni di Fonte (commercio, turismo e servizi). I fondi pensione vincono alla grande anche nel medio termine: fra il primo gennaio 2000 e il 30 giugno scorso, infatti, tutti i tre maggiori esistenti all’inizio del periodo considerato hanno battuto nettamente il 49,2% della liquidazione. Il migliore è stato lo stesso Fondenergia con il 76,9%, seguito da Fonchim (chimica e farmaceutica) con il 66,6% e da Cometa (industria metalmeccanica e orafa) con il 65%. A parte i rendimenti, un altro fattore che rende più conveniente l’adesione ai fondi pensione rispetto alla decisione di mantenere il Tfr in azienda è il contributo aziendale (pari in media all’1,2-1,5% della retribuzione lorda), cui ha diritto solo chi aderisce.
