INPS, PENSIONAMENTI ANTICIPATI IN AUMENTO NEL 2015

Ripartono le pensioni anticipate mentre rimangono sostanzialmente stabili quelle di vecchiaia, legate all’età. E’ l’indicazione che emerge dall’Osservatorio Inps sui flussi di pensionamentoche riguarda i vitalizi liquidati nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti, nelle gestioni dei lavoratori autonomi (coltivatori diretti, mezzadri e coloni, artigiani e commercianti), nei parasubordinati, e infine gli assegni sociali. Le statistiche si riferiscono ai trattamenti con decorrenza nel 2014 e nei primi sei mesi dell’anno in corso. Mentre per i primi i dati possono considerarsi abbastanza consolidati, per i secondi, trattandosi di una rilevazione al 2 luglio scorso, subiranno necessariamente una variazione negli aggiornamenti che verranno effettuati nei prossimi mesi, contestualmente allo smaltimento delle domande ancora in giacenza.Nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti sono stati liquidati nel 2014 256.580 trattamenti e 140.106 con decorrenza nel primo semestre 2015. Per quanto riguarda il complesso delle gestioni dei lavoratori autonomi, invece, sono state liquidate, rispettivamente, 164.309 pensioni con decorrenza 2014 e 86.716 con decorrenza nel primo semestre 2015. Si registrano, inoltre, 48.946 assegni e pensioni sociali liquidati nel 2014 e 24.287 nel 2015.In aumento le uscite anticipate.L’incremento delle pensioni di anzianità/anticipate è particolarmente accentuato nella gestione degli artigiani, in cui già in questa prima rilevazione sono quasi il triplo rispetto al primo semestre 2014, mentre nel fondo lavoratori dipendenti e nei commercianti sono il doppio. L’andamento, spiega l’Inps, “dipende principalmente dalle regole imposte dall’attuale normativa previdenziale che ha introdotto la pensione anticipata in luogo della pensione di anzianità, che fino al 2011 veniva liquidata con quarant’anni di contributi o con il sistema delle quote: a partire dal 2012 questo trattamento richiede una anzianità decisamente superiore rispetto ai 35 anni minimi richiesti nelle quote. In particolare, coloro i quali nel 2011 non sono riusciti ad agganciare il requisito delle quote, anche in presenza di anzianità elevata perché con età inferiore al requisito minimo richiesto, hanno cominciato quest’anno a raggiungere in misura consistente i 42 anni e 6 mesi di anzianità richiesti dal trattamento anticipato. Per quanto riguarda le donne inoltre, si ravvisa un notevole incremento dei trattamenti di anzianità legati alla scelta dell’opzione donna, che dovrebbe essere consentita solo fino alla fine del 2015. L’'incremento delle decorrenti di anzianità/anticipate determina una consistente variazione degli indicatori statistici riguardanti la composizione per categoria, sesso, e ripartizione geografica: le pensioni di anzianità/anticipate infatti vengono liquidate generalmente a individui con carriere più complete, principalmente uomini che risiedono al Nord. Mentre nel 2014 per ogni cento pensioni ne risultavano 119 femminili, questo rapporto nel 2015 scende a 106; inoltre mentre nel 2014 per ogni 100 pensioni 47 si riferivano a pensionati residenti al Nord, nel 2015 il rapporto sale a 52.