IL 15% DEI MEDICI VIENE DENUNCIATO DA UN PAZIENTE
Il 15,3% dei medici italiani è stato denunciato da un paziente; il 78,9% dei sanitari è preoccupato d’incorrere in una controversia pretestuosa e il 72,2% ritiene necessario tutelarsi con una polizza completa. Sono alcuni dei dati che emergono da un sondaggio realizzato su un campione di oltre mille camici bianchi da Ois (Osservatorio internazionale della sanità), in collaborazione con Omceo (Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma), presentato presso il ministero della Salute. “Il 15,3% dei medici intervistati dichiara di aver avuto, almeno una volta nella carriera professionale, una controversia con un proprio paziente", afferma Alessandro Solipaca, direttore scientifico di Ois. "è' una percentuale elevata, ma non giustifica da sola i premi richiesti da alcune compagnie”. Oggi il premio che un medico deve pagare per tutelarsi con una polizza di rc professionale può arrivare fino a 15mila euro l’anno; ginecologi, chirurghi plastici e ortopedici sono gli specialisti più colpiti dalle denunce.Rivedere le norme sulla responsabilità professionale?Sulla scorta dei risultati dell’indagine, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha evidenziato che “i tempi sono maturi per un intervento più organico e veramente risolutivo” rispetto al decreto legge 158 del 2012 (la legge Balduzzi), che “ha cercato di dare una prima risposta alle criticità derivanti dalla rigida applicazione dei principi generali sanciti dal Codice civile e penale in materia di responsabilità professionale”. “Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento normativo importante, come la legge Balduzzi, e successivi interventi", aggiunge il sottosegretario alla salute Vito De Filippo, "attualmente in Parlamento esistono diversi disegni di legge volti a garantire un testo base per una normativa generale sulla materia. Un intervento che dovrebbe arrivare in tempi ragionevoli “grazie a una sintesi dei disegni di legge esistenti".Oltre 34 mila denunce all’anno.La percezione del rischio all’interno della categoria sta diventando elevata. Secondo l’Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani), che nei giorni scorsi ha riunito a Caserta 600 camici bianchi per discutere del tema “contenzioso medico legale”, ogni anno in Italia vengono promosse oltre 34mila cause legali conto i medici: più del 98% di queste termina in assoluzione o archiviazione. Mentre si moltiplicano le proposte assicurative nel settore – rivolte anche ai dipendenti ospedalieri e al personale paramedico - come quelle del gruppo Steffano (www.assimedici.it) “Oggi la categoria dei medici si dimostra molto attenta ai rischi legati all’attività professionale", aggiunge Solipaca, "infatti l’86,8% degli intervistati aveva stipulato un’assicurazione già prima dell’entrata in vigore dell’obbligo normativo previsto per i medici del settore privato”. Il direttore generale dell’Ania (Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici), Dario Focarelli, ricorda come dal 1994 a oggi le denunce siano triplicate. “Serve un intervento organico su questo settore", spiega, "si deve definire meglio la responsabilità dei medici coerentemente con la teoria del Codice civile. Questo ha effetto sulla durata della prescrizione e sulla lunghezza del processo. Chiarendo la definizione, si ridurrebbero i casi pretestuosi, dato che più della metà delle denunce non va a processo”.Serve una più attenta gestione del rischio.Secondo Focarelli, occorre “ridefinire la responsabilità del medico, che non deve essere di natura contrattuale, soprattutto nel pubblico. Inoltre, oggi mancano anche le tabelle per il risarcimento, utili per l’assicurato e per il medico. Così come serve più attenzione alrisk managemente linee guida, così da ridurre lamalpractice". La crescita del contenzioso con i medici, inoltre, favorisce la prescrizione di esami e accertamenti inutili e superflui, con un costo sull’intera collettività “Negli ultimi anni è cresciuta la tendenza a voler lucrare sull’errore medico”, afferma Roberto Lala, presidente Omceo di Roma, “questo influisce negativamente sulla tranquillità del professionista e lo spinge ad aumentare il ricorso alla medicina difensiva o, peggio ancora, a quella astensiva”. L'Osservatorio internazionale della sanità è un istituto dedicato alle indagini sul mondo medico sanitario; inpartnershipcon la testata giornalisticaSanità Informazione. L'istituto svolge indagini e studi grazie a una banca dati in grado di condurre sondaggi presso 400mila medici sui principali temi del settore sanitario.
