DIMINUISCE IL NUMERO DEGLI OSPEDALI CHE SI ASSICURANO CONTRO LA MALA SANITÀ

Diminuisce il numero degli ospedali pubblici che si assicurano contro la mala sanità: i danni, cioè, che possono essere provocati a terzi per errori del personale. In parallelo, aumenta il numero delle strutture che si autoassicurano, cioè assumono il rischio in proprio, anche a causa del costo, spesso molto elevato, della polizza. E’ lo scenario che emerge da un’indagine statistica dell’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), che per la prima volta fa il punto sulla responsabilità civile sanitaria: “un settore di rilevante interesse”, sottolinea l’Ivass, “sia per l’importanza della spesa per la salute in Italia (nel 2016 l’8,9% del Pil), sia perché la protezione contro questo rischio contribuisce indirettamente alla sicurezza delle cure e dei trattamenti sanitari, parte importante del diritto alla tutela della salute, riconosciuto come fondamentale dall’articolo 32 della nostra Costituzione”.

In base all’indagine, risultano assicurate 721 strutture sanitarie pubbliche, 4.195 private e oltre 300mila: il premio medio pagato da un medico ammonta a 906 euro, contro i 189 pagati dal personale sanitario non medico. 
La raccolta premi, che nel 2016 si è attestata a 592 milioni di euro, è molto concentrata: il 96% dei premi delle strutture pubbliche è raccolto dai primi cinque operatori (la percentuale scende al 67% per i premi del personale sanitario). 
Le compagnie italiane tendono a operare soprattutto nell’offerta di coperture al personale sanitario, mentre sono poco presenti nel mercato delle strutture sanitarie, in cui operano in prevalenza imprese estere. 


Il settore è caratterizzato da un andamento tecnico molto negativo: il costo per i sinistri è nel complesso superiore al valore dei premi incassati, a eccezione dei rischi del personale sanitario. I dati, sono aggiornati al 2016”, spiega l’Ivass, “e non tengono perciò conto della evoluzione normativa del settore attuata con l’entrata in vigore della cosiddetta legge Gelli, la 24 dell’8 marzo 2017 “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. 

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