CUMULO GRATUITO, IL 20 APRILE PARTONO LE PRIME LIQUIDAZIONI
Parte la liquidazione delle prime pensioni con il cumulo contributivo gratuito a favore dei liberi professionisti con carriere “spezzettate”. Lo comunica l’Inps (sentito dal quotidiano economico ItaliaOggi) che conferma così quanto già annunciato in seguito all’intesa del 28 marzo con le Casse private (si veda la News del 30 marzo, http://www.iomiassicuro.it/news/pensioni-luce-verde-il-cumulo-gratuito-i-professionisti). Per il momento viene quindi lasciata cadere la disputa sull’attribuzione dei costi gestionali delle pratiche (il preteso pagamento di 65 euro per le spese d'struttoria).
In sostanza, a partire dal 20 aprile l’Istituto avvierà i pagamenti degli assegni degli iscritti all’Enpam (medici e dentisti) e a Inarcassa (ingegneri e architetti), i primi Enti che hanno siglato la convenzione. Seguiranno, gradualmente, gli iscritti all’Enpapi (infermieri liberi professionisti), all’Eppi (periti industriali), alla Cipag (geometri), all’Enpaf (farmacisti) e all’Enpav (veterinari). La prossima settimana a sottoscrivere la convenzione dovrebbero aggiungersi la Cassa forense (avvocati) e la Cassa ragionieri .
Di cosa si tratta. Del “cumulo contributivo”, introdotto dalla legge di Stabilità del 2013 (n. 228/2012), potevano fruire tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi, compresi gli iscritti alla Gestione separata, con l’unica eccezione dei professionisti iscritti alle Casse private. La Legge di Bilancio 2017 (n.236/2016) ha allargato il raggio d’azione sulla materia, consentendo anche ai liberi professionisti di sommare i contributi versati in diverse gestioni, per sfruttare l’intero patrimonio contributivo, senza mettere mano al portafogli con la ricongiunzione, o aspettare l’apertura della c.d. finestra di 19 mesi prevista per la totalizzazione.
Oltre ad ammettere al beneficio pure i liberi professionisti, la nuova normativa presenta un’altra importante novità, e cioè la possibilità di utilizzare il cumulo, anche in caso di pensione anticipata (e non solo quella di vecchiaia, come previsto prima) al raggiungimento dei previsti requisiti stabiliti dalla riforma Fornero: 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne nel triennio 2016-2018 (43 anni e 3 mesi e 42 anni e 3 mesi nel 2019-2020).
Due diversi calcoli. Dal momento che la norma, secondo l’Inps, non dice cosa si deve fare in caso di requisiti anagrafici diversi, in accordo con l’Adepp (che rappresenta le Casse autonome, è stata individuata una soluzione cosiddetta pro-rata simile a quella utilizzata per la totalizzazione dei periodi lavorati all’estero, in regime di convenzione. Ossia, si dà la possibilità di utilizzare immediatamente il cumulo per il diritto alla pensione. Per quanto invece riguarda l'importo della stessa, l'Istituto versa (subito) la quota di sua competenza, mentre quella correlata ai contributi versati alla Cassa professionale sarà pagata al raggiungimento dei relativi requisiti. Un esempio per capirci. Un lavoratore con 25 anni di lavoro dipendente e 18 anni da professionista potrà ottenere il pagamento immediato della quota di pensione Inps, avendo totalizzato oltre 42 anni e 10 mesi tra le due gestioni. Mentre per la liquidazione della quota di pensione nella gestione professionale, dovrà attendere il raggiungimento dei requisiti stabiliti dalla sua Cassa.
Leonardo Comegna

