COMPARATORI, NON BASTA IL CONFRONTO SUL PREZZO

Sono sempre di più i consumatori che prima di sottoscrivere una polizza la confrontano in rete. Le piattaforme esistenti si sono sostanzialmente allineate alle regole stabilite dall’Ivass (l’Istituto di vigilanza sul settore assicurativo), ma sono necessari alcuni adattamenti. Il confronto, in particolare, continua a basarsi quasi esclusivamente sul prezzo, e non anche sulle caratteristiche della polizza. E’ lo scenario delineato da una ricerca sui comparatori assicurativion linerealizzata dall’Osservatorio comunicazione assicurativadel Centro studi Baffi Carefin dell’università Bocconi di Milano. Lo studio è stato presentato durante un convegno organizzato da Cgpa Europe, compagnia specializzata nelle polizze di rc professionale per agenti e broker. “Secondo l’Ivass, nel 2013 attraverso i comparatori sono stati effettuati oltre tredici milioni di preventivi”, spiega Sergio Paci, direttore dell’Osservatorio, “circa 550mila, il 5% del totale, sono stati convertiti in polizze. I comparatori sono molto importanti in particolare per le compagnie dirette, che operano attraverso il telefono o su Internet, per le quali rappresentano circa il 70% dei nuovi contratti”.Un’indagine conoscitiva sui comparatori condotta nei mesi scorsi dall’Ivass aveva individuato alcuni punti critici sul piano della trasparenza e delle modalità di comparazione. L’Osservatorio Carefin ha esaminato come i vari siti si sono adeguati alle regole stabilite dall’Istituto di vigilanza (il termine era il 31 gennaio scorso). “L’analisi ha interessato tre dei principali comparatori, facile.it, segugio.it e seisicuro.it”, spiega Paci, “come richiesto dall’Ivass, tutti evidenziano inhome pagele compagnie con cui hanno accordi commerciali, la remunerazione da parte di queste e le provvigioni ricevute”. Altri due rilievi avanzati dall’Ivass riguardavano la necessità di una comparazione fondata non solo sul prezzo, ma anche su alcune caratteristiche della copertura, e l’eliminazione dell’abbinamento forzato di copertura accessorie a quella obbligatoria di rc auto. In precedenza, infatti, era il cliente a dover deselezionare quelle non richieste. “Sul primo punto, i tre comparatori analizzati si sono allineati solo in parte”, sostiene Paci, “perché la comparazione continua a essere basata didefaultsolo sul prezzo. Andrebbe evidenziato meglio, inoltre, il meccanismo delle rivalse: quando cioè la garanzia non opera, e l’impresa assicuratrice si riserva il diritto di richiedere al proprio assicurato di restituire in tutto o in parte il risarcimento versato al terzo danneggiato. Per quanto riguarda il secondo aspetto, invece, la preselezione automatica è stata eliminata da tutti e tre”. I comparatori sono destinati a crescere ancora. “Il mercato è caratterizzato da una propensione crescente alla comparazione da parte della clientela, non solo giovanile”, spiega Paci, “inoltre è prevedibile un’estensione dei prodotti comparati rispetto alle polizze auto”.