BOZZA DELLA LEGGE DI BILANCIO 2017, L’APE SI FA IN TRE
Sotto i 1.500 euro lordi l’anticipo pensionistico (Ape) a 63 anni. A costo zero. E’ scritto nella prima bozza della legge di Bilancio 2017, che approderà alla Camera fra qualche giorno e che presta una particolare attenzione a lavoratori precoci e addetti ad attività usuranti. Confermato inoltre inoltre l’allargamento della quattordicesima, la possibilità di cumulare gratuitamente i vari spezzoni assicurativi e l’abbassamento di due punti dell’aliquota contributiva dei co.co.co. Tra gli interventi ha trovato spazio anche l'estensione della no tax area ai pensionati con età non superiore a 75 anni, nonché l'elevazione per tutti i pensionati a 8.125 euro. Ma affinché il “pacchetto previdenza” non si trasformi alla fine in un libro dei sogni, occorre reperire al più presto le risorse per attuarlo. Prima cioè che il consueto “assalto alla diligenza” (cioè la distribuzione di “mancette” a pioggia) che ha accompagnato le manovre economiche degli ultimi anni.
L’Ape si fa in tre
Confermata la tanto invocata “flessibilità” richiesta dai sindacati nell’accordo con il governo di fine settembre. A partire dal 1 maggio del prossimo anno, ci si potrà ritirare dal lavoro aderendo all’Ape, che sarà operativa, in via sperimentale, sino al 31 dicembre 2018. L’opzione consentirà di percepire l’assegno Inps, con un finanziamento di una banca che serve da provvista finanziaria per l'erogazione della pensione dall'accesso (anticipato), fino alla maturazione dei requisiti effettivi (quelli ordinari). Tre le condizioni richieste: avere un'età non inferiore a 63 anni; raggiungere il diritto al pensionamento entro tre anni e sette mesi: e maturare un trattamento d’importo non inferiore a 703 euro mensili. La scelta dell'Ape richiederà, inoltre, una polizza assicurativa per il caso di premorienza, per non incidere sulla pensione di reversibilità e sugli eredi. Una volta ottenuta, l’Ape sarà corrisposta (esentasse) per 12 mesi (non c'è la tredicesima). La restituzione del prestito, che include interessi e premio assicurativo, è diluita su 20 anni a rate costanti. In caso di morte del pensionato, il prestito è rimborsato dall'assicurazione. Tre le tipologie previste: volontaria, sociale e aziendale.
L'Ape volontaria
Per avvalersi dell'Ape volontaria sarà richiesta un'anzianità contributiva di almeno 20 anni, ma nessun requisito reddituale. Il costo stimato, si aggirerà attorno al 4,6/4,7% (costo finanziamento). Per cui, nell’ipotesi di una pensione di 1.500 euro mensili, con un anticipo di tre anni e sette mesi si avrebbe un prelievo sulla rata mensile di circa il 16% (più o meno 240 euro).
L'Ape sociale
Si differenzia dalla “volontaria” per via degli oneri che, in questi casi, saranno a carico dello Stato. E’ riservata ad alcune categorie di lavoratori, precisamente: 1) coloro che si trovano in stato di disoccupazione e che abbiano esaurito l’indennità Inps da almeno 3 mesi, cui è richiesta una anzianità contributiva di almeno 30 anni; 2) i lavoratori che assistono, da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità e sono in possesso di un anzianità contributiva di almeno 30 anni; 3) gli invalidi con una riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74% (anche qui è richiesta un anzianità contributiva di almeno 30 anni); 4) i dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa attività per le quali è richiesto un impegno difficoltoso e rischioso (gli operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia, conciatori, maestre d’asilo, eccetera) cui è richiesta una anzianità contributiva di almeno 36 anni. L'Ape sociale consisterà in un trattamento assistenziale di importo non superiore a 1.500 euro al mese (non è soggetto a rivalutazione) che accompagnerà le quattro categorie sopra individuate al raggiungimento della pensione. L’indennità è compatibile con la percezione dei redditi da lavoro nei limiti di 8mila euro annui.
L'Ape aziendale
L'Ape aziendale, rivolta alla gestione del personale in esubero. Funziona con gli stessi meccanismi dell'Ape volontaria, con la differenza sta nel fatto che il finanziamento è posto a carico del datore di lavoro. Questa possibilità dovrà essere esercitata nel quadro della contrattazione collettiva in presenza di processi di ristrutturazione, riconversione e riorganizzazione.
Quattordicesima allargata
La quattordicesima rappresenta un importo aggiuntivo (esente fiscalmente) pagato insieme alla rata di pensione di luglio. Viene riconosciuta ai pensionati con più di 64 anni che hanno un reddito lordo annuale fino a 9.787 euro, 1,5 volte il trattamento minimo Inps (502 euro mensili). L'importo non è fisso, ma dipende dagli anni di contributi versati dal pensionato che ne beneficia: 336 euro per coloro che hanno fino a 15 anni di contributi versati; 420 euro per quelli che hanno accumulato più di 15 e fino a 25 anni e 504 euro per quelli che sono andati in pensione con oltre 25 anni di contribuzione. L’intervento che verrà attuato con la legge di Bilancio prevede (dal 2017) la distinzione di due tipologie di quattordicesima. La prima sarà riconosciuta ai pensionati che hanno un reddito lordo annuale fino a 9.787 euro come oggi, con importi maggiorati del 30% e cioè: 436,80 euro per quelli che hanno fino a 15 anni di contributi; 546 euro per quelli che ne hanno più di 15 e fino a 25 anni; 655,20 euro per chi supera i 25. La seconda interesserà i pensionati con le stesse caratteristiche, ma con un reddito lordo annuale superiore a 9.787 euro. Infatti, l’asticella si alzerà fino a 13.050 euro (cioè due volte il minimo Inps, anziché 1,5). Per questi ultimi l'importo della quattordicesima sarà quello di oggi: 336 euro fino a 15 anni di contributi; 420 euro per quelli che hanno più di 15 e fino a 25 anni e 504 euro per quelli che hanno oltre 25 anni di contributi versati.
Ricongiunzione gratuita
Tutti gli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria avranno diritto al cumulo gratuito dei propri contributi, ai fini della maturazione del diritto alla pensione anticipata o a quella di vecchiaia. Si estende così il raggio d’azione del cumulo, che insieme alla totalizzazione e alla ricongiunzione rappresenta una delle tre soluzioni per sommare i contributi versati in diverse gestioni. Il criterio di calcolo dell’assegno non seguirà la regola del sistema contributivo, come nella totalizzazione, ma sarà applicato il pro-rata con le regole in vigore in ciascuna gestione. Con il cumulo gratuito si potrà dunque sfruttare l’intero patrimonio contributivo, senza sborsare somme (a volte notevoli) per la ricongiunzione, o attende l’apertura della finestra di 22 mesi per la pensione anticipata prevista per la totalizzazione.
Co.co.co
I collaboratori coordinati e contributivi titolari di partita Iva (free-lance), iscritti alla gestione separata Inps e non titolari di pensione o già titolari di diversa copertura previdenziale, oggi pagano un contributo pari al 27% dei compensi. Dal 1 gennaio 2017 l’aliquota scenderà al 25%.
Parole chiave
Ape
Acronimo di “anticipo pensione”. Il lavoratore si ritira con un anticipo che al massimo può essere di tre anni e sette mesi rispetto all’età di vecchiaia; percepisce un trattamento che rappresenta un anticipo sulla pensione e che verrà poi restituito con una decurtazione dell’assegno previdenziale (con agevolazioni fiscali per i redditi più bassi) nel momento in cui viene maturato, spalmato su un piano di ammortamento di 20 anni. L’anticipo, pagato dall’Inps, è finanziato dalle banche e sarà garantito (in caso di premorienza) con una coperta assicurativa.
Flessibilità
E’ l’esigenza, da più parti invocata, di introdurre un meccanismo (flessibile, appunto) che consente il pensionamento anticipato, da parte di alcune categorie di lavoratori, saltando i rigidi requisiti previsti dalla riforma Fornero. I più interessati sono i cosiddetti “precoci”, la generazione degli anni 60-70 che hanno in molti casi dovuto iniziare la loro carriera lavorativa da ragazzi, gli anziani espulsi dal mondo del lavoro, gli invalidi e gli addetti ad attività usuranti. A costoro quindi verrebbe concesso un anticipo della pensione, da restituire in piccole rate (nell’arco di 20 anni), un volta raggiunti i requisiti stabiliti dalla legge.
Quattordicesima
Mensilità aggiuntiva corrisposta al pensionato che ha compiuto 64 anni, insieme alla mensilità di luglio. Spetta a condizione che l’interessato non possieda un reddito complessivo individuale superiore a 1,5 volte il trattamento minimo Inps (9.787 euro). Con la Legge di Bilancio 2017 l’asticella del reddito sale a 2 volte il minimo (13.050 euro).
Ricongiunzione
E’ l’operazione che consente il trasferimento da un fondo previdenziale a un altro, allo scopo di ottenere un’unica pensione calcolata su tutti i contributi versati.
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Enrico Levaggi
