AL VIA DAL 22 DICEMBRE IL PAGAMENTO DELL’APE SOCIALE
Scatteranno dal 22 dicembre i primi pagamenti, comprensivi di arretrati (dal primo maggio), per 9.839 beneficiari dell’Ape sociale, pari al 78% dei 12.624 che hanno avanzato richiesta entro il 15 luglio 2017. Lo comunica l’Inps, che continuerà nei prossimi giorni con la liquidazione delle restanti 2.785 domande di prestazione relative al primo scrutinio. I prossimi pagamenti saranno effettuati a partire dal 20 gennaio 2018. Ancora nulla di nuovo per quanto invece riguarda l’Ape volontario, perché si è in attesa della firma degli accordi quadro fra Ministeri, Abi e Ania.
L'Ape sociale, lo ricordiamo, consiste in un sussidio, a carico dello Stato, che accompagna alla pensione di vecchiaia chi ha raggiunto almeno i 63 anni di età, con un minimo di 30 anni di contribuzione, e si trova in situazione di disagio economico. Il minimo contributivo richiesto sale da 30 a 36 anni per i lavoratori dipendenti che svolgono da almeno 6 anni, in via continuativa, attività per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento. Le categorie interessate sono:
1) i disoccupati involontari (ossia licenziati) che hanno esaurito integralmente la prestazione per disoccupazione o mobilità da almeno tre mesi;
2) coloro che assistono da almeno tre mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità;
3) gli invalidi civili che presentino una riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74%;
4) i dipendenti che svolgono da almeno 6 anni attività lavorative particolarmente difficoltose e appartengono seguenti categorie: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza; professori di scuola pre-primaria; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia e operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.
Come detto, nessuna novità per quanto riguarda invece l’Ape volontario, il prestito pensionistico che dovrà essere restituito nell’arco di 20 anni a patire dal momento in cui il richiedente matura il requisito. Il ritardo si giustifica con la mancata firma degli accordi quadro fra Ministeri, Abi (Associazione bancaria italiana) e Ania (Associazione delle imprese assicuratrici), con cui dovranno essere determinati i costi.
