POLIZZE VITA DORMIENTI, SUGGERIMENTI IVASS PER NON PERDERE I PROPRI DIRITTI

Una polizza stipulata a proprio favore e a propria insaputa. E’ il fenomeno delle polizze vita dormienti: quelle, cioè, per le quali le imprese assicuratrici non sanno se l’assicurato è vivo e deceduto. E per le quali, in molti casi, i beneficiari non si fanno avanti perché non ne conoscono l’esistenza. A febbraio l’Ivass ha avviato un’indagine conoscitiva sulla materia, di cui nei giorni scorsi si è occupato anche il presidente Salvatori Rossi nella Relazione sull’attività dell’Ivass nel 2016. Ora l’Istituto di vigilanza interviene nuovamente nella materia suggerendo ai consumatori due possibili azioni per verificare se un familiare deceduto aveva stipulato un’assicurazione sulla vita di cui non si conosceva l’esistenza: ed evitare così di perdere il diritto a incassare la prestazione dovuta.

Una prima strada suggerita dall’Ivass è di rivolgersi al  servizio Ania http://www.ania.it/it/servizi/ricerca-coperture-vita.html, che fornisce ai richiedenti informazioni sull’esistenza o meno di eventuali polizze vita intestate alla persona deceduta. La richiesta dev’essere trasmessa seguendo le istruzioni e compilando i moduli presenti nella pagina Web dedicata al servizio. L’indagine verifica, fra l’altro, se il nome di chi richiede le informazioni compare fra i beneficiari della polizza. Si suggerisce perciò di presentare tante richieste quante sono i potenziali beneficiari: così, per esempio, se è deceduto un uomo sposato e padre di due figli, è opportuno che la domanda venga presentata sia dalla madre sia da ciascuno dei figli, in modo da ampliare il campo della ricerca.

La seconda strada, che può aggiungersi alla prima, è di rivolgersi all’intermediario, alla banca o all’impresa assicuratrice di cui si serviva il familiare, compilando il facsimile di richiesta sotto riportato https://www.ivass.it/consumatori/azioni-tutela/indagini-tematiche/documenti/2017/MODULO_DI_RICHIESTA_PER_RICERCA_DI_COPERTURE_ASSICURATIVE_VITA.pdf e richiedendo notizie sull’esistenza del contratto assicurativo. Per ulteriori informazioni e assistenza si può telefonare al Contact center consumatori dell’Ivass, al numero vedere 800486661, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 14.30.

Nel febbraio scorso l’Ivass ha avviato un’indagine sulle polizze vita “dormienti”, che non sono state liquidate ai beneficiari e giacciono presso le imprese assicuratrici, già prescritte o in attesa della prescrizione. Può trattarsi di polizze caso morte (che prevedono la liquidazione ai beneficiari di un capitale in un’unica soluzione nell’ipotesi di decesso dell’assicurato), e di cui gli stessi beneficiari non erano a conoscenza, oppure di polizze di risparmio arrivate a scadenza e per le quali la prestazione non è stata incassata dall’interessato. I diritti derivanti dalle polizze vita si prescrivono in dieci anni: trascorso questo termine le somme confluiscono nel Fondo rapporti dormienti istituito presso la Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici).

Secondo l’Ivass, comunque, l’attuale normativa dev’essere rivista. “Devono essere riconosciuti i limiti dell’attuale quadro di riferimento che non agevola gli operatori nel ritrovamento dei legittimi beneficiari”, sottolinea l’Istituto, “limiti che gli interventi di vigilanza e la sensibilizzazione delle imprese e dei consumatori non possono risolvere appieno. L’unico strumento a disposizione dei cittadini per verificare l’eventuale stipula di una polizza vita da parte di un familiare deceduto è il servizio dell’Ania Ricerca coperture assicurative vita: dal lato delle imprese, inoltre, la mancanza di un accesso diretto alle anagrafi non consente un’immediata verifica dei decessi dei propri assicurati. L’Ivass ha inviato una lettera al Governo, segnalando la necessità di modifiche legislative per consentire alle imprese di assicurazione l’accesso all’istituenda Anagrafe nazionale della popolazione residente e introdurre l’obbligo della sua consultazione da parte delle imprese almeno una volta l’anno, per verificare i decessi degli assicurati e attivare il pagamento delle somme dovute”.

L’indagine conoscitiva ha messo in luce un fenomeno di rilevanti dimensioni. Dalle prime analisi risultano quattro milioni di polizze scadute negli ultimi cinque anni e non liquidate, per le quali le imprese di assicurazione non sanno se l’assicurato è deceduto prima della scadenza contrattuale: su questi contratti, che complessivamente hanno capitali assicurati pari a circa 4 miliardi di euro, occorrono quindi ulteriori indagini per verificare se sono riferite a persone effettivamente decedute. Il 95% di queste polizze è relativo ad assicurazioni temporanee caso morte: per questa categoria, quelle potenzialmente dormienti rappresentano addirittura il 58% del totale. L’incidenza è invece più contenuta per quelle che prevedono anche prestazioni in caso di vita dell’assicurato (per esempio polizze miste e di rendita) e per i contratti di capitalizzazione. 

www.ivass.it